ZUCCHERO BIANCO, VELENO DEL VENTESIMO SECOLO

Chi troppo stroppia, dicevano le nonne un tempo.

Ed è ancora così: se c’è un eccesso di yin o yang, afferma la Macrobiotica, il nostro organismo non può funzionare bene.

Riprendendo i termini yin e yang, il primo è collegato all’espansione, alla dilatazione, alla forza centrifuga, il secondo si riferisce invece alla concentrazione, contrazione e forza centripeta. Un alimento yin dilata, un alimento yang contrae. Questo in generale, poi bisogna tener sempre conto di sapore, forma, coltivazione, clima, contesto, stagione…

Lo zucchero bianco ha un potere di dilatazione molto forte, ossia si dice in gergo molto yin. Questo significa che lo zucchero ha un effetto molto acidificante sulle cellule e sulle altre strutture del corpo, e un “terreno” acido aiuta la proliferazione di virus e batteri. Per questo, è uno dei fattori fondamentali nello sviluppo di qualsiasi forma di cancro.

Inoltre, la naturale acidità dello zucchero bianco espone l’individuo a diabete, ulcere, carie, ma anche fatica, tempo prolungato di sonno, passività, perdita di memoria, e infine se la condizione yin è molto all’estremo: pessimismo, preoccupazioni, attitudini negative, facilità agli incidenti (i riflessi sono più lenti).

Ed è per tutte queste ragioni che G. Oshawa definì lo zucchero bianco l’assassino del XX secolo.

Ma non serviva lo zucchero per il cervello, l’energia o chissà cos’altro? ci chiederete. Certo, ma è molto meglio assumerlo nella sua forma più naturale che ci sia, ossia nei cereali integrali, nelle verdure e nella frutta.

Se proprio non potete farne a meno, almeno che sia zucchero di canna integrale, tipo mascobado o dulcita, che conserva minerali, vitamine e fibre. Perché lo zucchero bianco raffinato è quasi esclusivamente saccarosio.

Un dolcificante molto equilibrato è il malto, che proviene dai cereali, e dalla loro fermentazione; contiene anche enzimi, vitamine, proteine e sali minerali.

Utile per dolcificare bevande e dolci, ha la consistenza di un miele molto viscoso, e alza molto meno la glicemia del sangue. Lo trovate sugli scaffali di Genuina, GastronomiaEmporioNatura a Poggibonsi, così come lo zucchero di canna integrale mascobado e dulcita.

Negli ultimi decenni, l’uso dello zucchero bianco nelle produzioni industriali, non solo alimentari, è davvero aumentato spaventosamente: è un ottimo conservante, e dunque è dappertutto, e spesso non lo sappiamo, non lo leggiamo nelle etichette, e –peggio ancora- neanche viene riportato.

Si dice che un bambino medio del mondo occidentale compiuti gli 8 anni ha assunto più zucchero che una persona media abbia mai fatto in tutta la propria vita nel secolo scorso.

Quel che più lascia magone e rabbia, è che tutti questi prodotti vengano pubblicizzati come delle ricompense, ben meritate della vita moderna, come delle lecite gratificazioni che compensano lo stress dei nostri ritmi frenetici o curano stati emotivi negativi, come solitudine e tristezza. È l’esatto contrario. Lo zucchero non ci tira su il morale, non risolve la depressione, la provoca se assunto in eccesso e per molto tempo.

Ma questo è ciò che si viene a scoprire quando si indossano gli occhiali magici dello yin e dello yang. Che trasformano, ribaltano e spesso stravolgono la nostra vecchia visione del mondo e dei suoi fenomeni.

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